Volevo fare anche io il mercante di liquori (ma poi ho finito per fare dell'altro).

Eccomi

Blogger: blumosquito
Un Groover, o meglio uno che guarda i groover con malinconia. Perchè non è più così, perchè non lo è mai stato. Che è un groover, chi era il mercante di liquori, e da dove arriva lo strano titolo del blog; trovate le risposte in qualche post, qui di fianco. Non riesco a mettere i link da qui ...

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martedì, 08 aprile 2008
Equidistanze

Tanto per togliermi il dubbio, mi sono volontariamente sottopost al test. Cioè, qualche dubbio è sempre bene averlo, che di questi tempi non ci sono proprio più certezze, mi son rimaste proprio le bricole di certezze. e con le briciole che ci fai, in definitiva? Nulla di nulla.

E allora, da bravo cittadino mi sono messo li ed ho scrupolosamente compilato il test, coscienziosamente deciso a seguire l'esito in ogni caso, secondo ogni contro-logica. Ma per quel molto che mi conosco so di avere idee in fondo estremiste. Solo che io sono estremo senza una direzione. Sono estremista, incapace di compromessi.

Vabbè, ci metto di più a spiegarlo che a mostrarlo :

4e9ffa28

 

Ecco, ditemi voi se uno può andare a votare, dopo questo risultato.

 

Postato da: blumosquito a 21:13 | link | commenti (4)

domenica, 06 aprile 2008
.... e giù champagne.....

Io ricordo che quando si era piccoli e si giocava in cortile dai nonni, intorno alle 4 (che noi le 16 non sapevamo certo ancora che diavolo fossero), bisognava tendere l’orecchio e cominciare a stare attenti, perché poteva arrivare il richiamo da un momento all’altro.

E – mai puntuale – arrivava quel attesissimo fischio a tre tonalità del nonno. La merenda che poteva iniziare. Merenda voleva dire potersi sedere a tavola con i grandi, mangiare il cibo dei grandi e sentir parlare i grandi e – sfidando con sopportata amnistia il divieto dei genitori – assaggiare a volte anche il vino per accompagnare il cibo di chi ha finito di lavorare e merita il giusto ristoro.

Il cibo era a base di salamino, sprès (formaggio fatto in casa), pane nero, quello della festa, ogni tanto, solo in alcuni giorni della settimana (che su in valle mica te lo preparavano tutti i giorni) e roba del genere, ma nessuno ci faceva troppo caso, visto che l’ambito premio della merenda era il bicchiere di rosso. Già….. indotti all’alcool dal sangue del proprio sangue : è questo il destino di certe persone.

 

E ricordo che a vederlo sgorgare (che noi, sgorgare a quel tempo non sapevamo certo che volesse dire) si capiva se era buono o meno. Viola scuro, significava dover sopportare il saporaccio da vinaccia; meno viola era minor sopportazione; ma certo nessuno si lamentava. Quello era il rito, mica lo si poteva anche contestare. È giù babygolate ed espressioni incredule : Ma perché per loro è così piacevole?

 

Risposta che sarebbe venuta solo con gli anni, in effetti.

 

Anni e anni dopo, rieccomi di nuovo al Vinitaly.

 

In mezzo a un posto di matti, dove la gente si chiede e chiede intorno dove si trova l’abruzzo, se è vicino al Piemonte o all’Australia. Non sono brilli, solo vittime anche loro dei bizzarri dispositori della fiera veneta.

E noi – poveri ignoranti – al seguito di alcuni novelli sapienti, che si fanno calare il vino in bicchieri ampollati che neanche fossero dei santi graaaaaal e lo scrutano in controluce su sfondo bianco, per capire se è mattonato, granato, ambrato, o sarcazzo che cosa.

Io mentre lo vedo scendere dalla bottiglia ripasso : viola scuro : ghè da tacat su cui dent, marrone strano : vech, l’è bun, fa che versan ‘nco pena,  e via dicendo.

 

E li osservo annusare il vino da fermo e poi mosso in circolo nel santo bicchierone : viola, basilico, , scaglie di grana, rosmarino, amarena. I diversi aromi derivano dalle molecole che in fermentazione che nascono, sono le stesse di quelle degli altri sapori, misteriosamente, per questo richiamano altre piante. A parte che “scaglie di grana” non è una pianta, ma uno scarto di supermercato, ma per me l’uva è uva e deve sapere di uva. Se sa anche di altro, non è stata lavorata come si deve. Lineare, logico e sacrosanto. Il vino deve sapere di vino e basta (vedi barbaresco, barolo, ghemme, Brunello non elaborato).

Ma questo concetto in genere genera lo sguardo allucinato di chi capisce di vino …. Mah….

 

Dopo l’annuso multitaste, la roteazione folle, per vedere gli archetti.

Che più sono arcuati e più l’alcool è forte perché :

A)    il residuo secco che evapora più è alcolico più è arcuato (circa)

B)     la nitroglicerina dell’alcol compie questo strano miracolo di san gennaro (circa)

Beh, il risultato non è differente.

Io ricordo la cena su alla pizzeria del Calvario, dove Meo (Peo, Teo, insomma il panettiere) ci spiegò alla terza margherita di rosso, che se lo fai girare e guardi gli archetti, capisci quanto ne puoi bere per non stare male. Più scende veloce a V rovesciata, più è pericoloso. E noi incuranti di tanta teoria giù con le esercitazioni sul campo che la storia dell’arte applicata al vino non faceva molto per noi… …. Il resto …. Bah…..

 

E ancora l’impatto in bocca, l’ossigenazione, la persistenza del gusto … ma ohhhhhhhhhhh, basta.

20 minuti per un sorso di rosso, ma state scherzando???

 

No, serissimi, non scherzano quelli che capiscono di queste cose.

Serissimi, conoscono i nomi delle diverse cantine sociali giù nella sperduta provincia di trapani, come noi snoccioliamo le formazioni della Juve degli anni ’80.

L’unica differenza è che noi sappiamo di giocare : loro no, loro sono in missione per conto di Bacco.

Come i Blues Brothers, come tutti gli invasati per tutte le giuste cause che occasionalmente scuotono il mondo occidentale. Mah, sarà.

 

Alla fine e dopo peregrinaggio in giro per il mondo in 5.000 metri la mia conclusione è sempre la stessa : la qualità si paga, il Piemonte è sempre il numero uno seguito a distanza dai soliti noti, è solo una questione di gusti – a me piace questo a te piace quello – non c’è una lista come nel tennis con l’ATP, il riscaldamento globale cambierà la situazione i migliori vini – si sa – verranno prodotti in Slovenia e Repubblica Ceca. Nell’attesa assaggiamo volentieri, ma conosciamo già il meglio, concediamocelo come ho fatto io oggi, con un po’ di barbaresco 2003.

 

Che altro?

 

Io rimango convinto che senza il “fischio d’inizio”, il vino non sarà mai più lo stesso. Che il vino è buono di suo, ma diventa ottimo se accompagnato da qualcosa nello stomaco e da qualcuno intorno.

 

Altrimenti è poi solo una spremuta come tante.

Oddio, come tante forse no.… la migliore, ma pur sempre solo una spremuta.

Post scriptum 1 : essendo una fiera italiana, ne ho approfittato per un aggiornamento sulle italiche bellezze  (diciamo così). In assoluto la Campania supera la Sicilia, poi dopo ... - molto dopo - seguono le altre regioni.

P.s. 2 : in teoria, se riuscissi a mettere anche la musica oltre che i link qui a sinistra, suonerebbe Giorgio Gaber con la sua celeberrima "Barbera e Champagne". Arriverò anche lì, prima o poi.

Postato da: blumosquito a 21:09 | link | commenti (4)

venerdì, 04 aprile 2008
Giò ti amo da morire ... comunisti e sindacalisti ladri

Dalla spaziosa cucina della mia nuova dimora, ogni volta che vado a prepararmi un caffè (dovrei dire andavo a prepararmi un caffè, visto che questa settimana salutista mi ha portato ad annullare completamente l’uso di caffeina… finirà anche questa ventata di salutismo) leggo questa frase, pasticciata sul muro sottostante casa.

 

Nero, è nero tutto, e la calligrafia potrebbe anche essere la stessa. Però è complicato capire uno stampatello su muro, e complicatissimo immaginare che la stessa persona abbia potuto avere due slanci opposti in poco spazio.

La ami o li odi?

Giò è stata coinvolta in qualche cosa dai comunisti? L’hanno uccisa? O che?

Un raptus improvviso di un poeta di Forza Italia?

O forse solo un accavalllamento di inni sullo stesso pezzo, con un intero isolato a disposizione  (ma perchè, tutti lì?) 

Mai lo scoprirò, effettivamente, anche perché le risposte dei comunisti non aiutano granchè; né aiutano le controrisposte del poeta.

Non lo saprò mai, chi era Giò, se la scritta ha funzionato a conquistarla o riconquistarla.

Sicuramente ha catturato l’attenzione dei passanti e dei preparatori di colazioni del palazzo di fronte, tra cui finalmente io.

 

Mi incuriosiscono sempre molto le scritte pubbliche per uso privato.

Mi faccio mille film su quanto ci potesse essere dietro e dentro. Come quando ho fatto la Salerno – Reggio Calabria, ormai verso Napoli. Ogni cavalcavia una poesia, un inno diverso.

Ma vai a capire perché a un certo punto si scrivono in tedesco. Poeti tedeschi? Ma va la……

 

Sconclusionato; ogni tanto mi piace anche così

Postato da: blumosquito a 21:08 | link | commenti (4)